Antonio Sebastiani

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Discorso Generale Oresta.

Le polemiche intorno al discorso del Generale Pietro Oresta tenuto alla Scuola Marescialli di Firenze nascono dal suo messaggio “non convenzionale”, che pone al centro il benessere psicofisico dei carabinieri e dei loro familiari. Le sue parole — “il vostro benessere… è superiore a qualunque istruzione o procedura” e “aiutare un anziano ad attraversare la strada ha più impatto di trovare 300 tonnellate di cocaina e arrestare 20 persone” — sono state apprezzate dalla base e dai sindacati militari, ma considerate “troppo morbide” dai vertici dell’Arma.

Subito dopo la cerimonia, il generale è stato rimosso dall’incarico entro 48–72 ore, suscitando sospetti sulla natura “punitiva” del provvedimento, piuttosto che un normale avvicendamento. Da una parte, alcuni sindacati  lo difendono, lodando la sua attenzione all’umanità e definendolo “un comandante umano” e “intellettualmente onesto”, dall’altra, l’Arma — richiamata dai vertici — ha sottolineato il peso imprescindibile della disciplina: “È la forza silenziosa che regola l’agire…dovere morale e fedeltà assoluta”

Il mio punto di vista

Il discorso di Oresta tocca un tema cruciale: in ambienti gerarchici come le forze dell’ordine, il benessere individuale – mentale, fisico – non può essere messo in secondo piano. Eventi tragici come il suicidio dell’allieva di Firenze sostengono la necessità di un approccio più umano. Contemporaneamente, è comprensibile che l’Arma voglia evitare derive in cui la disciplina venga percepita come opzionale o secondaria.

Trovo che il “caso Oresta” sia un segnale importante: l’istituzione è chiamata a trovare un equilibrio più efficace. Non si tratta di sciogliere la gerarchia, ma di integrare un’attenzione reale e strutturata al benessere del personale. Solo così si potrà davvero garantire un supporto duraturo — oltre la retorica del sacrificio — senza compromettere l’efficacia operativa o l’unità del corpo.

Dal mio punto di vista auspico che si prenda spunto da quanto accaduto per un Maggior dibattito interno: l'Arma potrebbe avviare riflessioni su programmi a favore della salute mentale dei carabinieri. Possibili cambiamenti operativi o formativi nelle scuole di formazione per inserire training sul benessere personale. Maggiore sensibilità in comunicazione e gestione: migliorare la trasparenza su provvedimenti come l’eventuale rimozione di ufficiali per contenuti controversi.

In sintesi, l’episodio apre riflessioni vere su salute mentale, disciplina e comando: non è una questione di opposti, ma di convivenza efficace. E tu, che ne pensi? Pensi che l’attenzione al benessere personale possa davvero convivere con la disciplina militare?

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