Antonio Sebastiani

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Previdenza per il comparto Difesa e Sicurezza: cosa cambia con la circolare INPS n. 28/2026?

Previdenza per il comparto Difesa e Sicurezza: cosa cambia con la circolare INPS n. 28/2026?

Previdenza per il comparto Difesa e Sicurezza: cosa cambia con la circolare INPS n. 28/2026?

Oggi affronterò un tema di grande interesse e profonda attualità che tocca da vicino le donne e gli uomini che, con profonda dedizione, dedicano la propria vita alla tutela e alla sicurezza del nostro Paese: il sistema pensionistico delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del personale civile annesso.

Con la recente pubblicazione della Circolare n. 28 del 16 marzo 2026, l'INPS ha delineato in modo specifico i nuovi requisiti per l'accesso al pensionamento. L’interrogativo che molti professionisti in divisa si pongono legittimamente è: cosa bolle realmente in pentola per la previdenza sociale del comparto Difesa e Sicurezza? Procediamo con ordine, cercando di illustrare in maniera pacata ed esaustiva un argomento tanto delicato quanto fondamentale per poter pianificare con serenità il proprio futuro.

La pensione di vecchiaia: un pilastro che resta saldo (o quasi) Come evidenziato dalle prime e attente analisi delle sigle sindacali  il principio generale è che la pensione di vecchiaia “non si tocca, o quasi”. L’impianto normativo che regola l'uscita dal servizio al raggiungimento dei consueti limiti di età ordinamentali rimane sostanzialmente invariato, offrendo una rassicurante stabilità ai lavoratori. Tuttavia, la circolare dell'INPS, e nello specifico il punto 5, introduce alcune eccezioni residuali e delle modifiche che impatteranno in modo più tangibile le cosiddette uscite anticipate.

Pensione di anzianità: le novità in arrivo dal 2027 Il vero cuore dei cambiamenti riguarda, infatti, la pensione di anzianità. L’Istituto di previdenza ha confermato un graduale adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi che diventerà operativo a partire dal 1° gennaio 2027.

Per accedere alla pensione di anzianità in via anticipata, senza alcun vincolo legato all'età anagrafica, sarà richiesto il raggiungimento di un requisito contributivo innalzato a 41 anni e 1 mese di servizio. In alternativa, per coloro che intendono accedere al trattamento combinando età e contributi, le nuove soglie per l'anno 2027 prevedono:

  • Un'anzianità contributiva non inferiore a 35 anni, accompagnata da un'età anagrafica di almeno 58 anni e 1 mese.

  • Per chi avesse già maturato la massima anzianità contributiva (ovvero l'aliquota dell'80%) entro la data del 31 dicembre 2011, il traguardo sarà fissato a 54 anni e 1 mese.

Questi requisiti subiranno una successiva modifica nel 2028, anno in cui è previsto un ulteriore incremento di 3 mesi rispetto al biennio precedente (2025/2026), portando, ad esempio, il requisito anagrafico misto a 58 anni e 3 mesi (o 54 anni e 3 mesi).

Il Progressivo “Incremento Aggiuntivo” Un'ulteriore novità su cui occorre porre una serena attenzione è l'introduzione di un cosiddetto “incremento aggiuntivo”, introdotto specificamente per il personale militare e delle forze dell'ordine. Questo meccanismo comporterà una dilatazione progressiva, seppur misurata, dei tempi di uscita per chi maturerà i requisiti negli anni a venire:

  • Per l'anno 2028 è previsto un incremento di 1 mese.

  • Per l'anno 2029 vi sarà un ulteriore incremento di 1 mese (portando il totale a 2 mesi rispetto ai requisiti base del 2027).

  • Per l'anno 2030 si aggiungerà un altro mese (raggiungendo così un totale di 3 mesi in più rispetto al 2027).

Un accenno al TFS: un tema sempre aperto Infine, parlando di ciò che ruota attorno alla previdenza del comparto, non si può non menzionare l'importante questione del Trattamento di Fine Servizio (TFS). Le recenti pronunce costituzionali continuano a ribadire l'incompatibilità dei pagamenti differiti e rateizzati, alimentando un forte e sacrosanto dibattito affinché questo diritto venga erogato in tempistiche più dignitose.

In conclusione, l'orizzonte previdenziale del comparto Difesa e Sicurezza si prepara ad accogliere degli aggiustamenti graduali. Il nostro consiglio più sincero, per chiunque si trovasse in prossimità dei requisiti, è quello di consultare gli uffici previdenziali interni o i propri referenti sindacali per una valutazione scrupolosa e personalizzata della propria posizione. Continuerò a seguire per voi tutti gli sviluppi, augurandovi nel frattempo un sereno proseguimento lavorativo.

Antonio Sebastiani

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